L’Umbria e l’ambientalismo scientifico: la storia di Legambiente
Dal 1980, Legambiente rappresenta l’evoluzione dei primi movimenti ecologisti e antinucleari. In Umbria, la nostra storia inizia nel 1982, mossa da un gruppo di pionieri ispirati dai grandi studi internazionali sulla sostenibilità, come il celebre rapporto “I limiti dello sviluppo” del MIT.
Il nostro DNA: scienza e pragmatismo
Il tratto distintivo che ci guida è l’ambientalismo scientifico. Non ci limitiamo alla protesta: ogni nostra iniziativa nasce da una solida base di dati. Questo approccio ci permette di formulare proposte che siano:
concrete e realistiche: soluzioni praticabili per i problemi di oggi;
compatibili: progetti capaci di armonizzare ecologia, economia e società;
educative: crediamo nel coinvolgimento attivo e nella formazione dei cittadini.
Grazie a questo metodo, Legambiente è oggi l’organizzazione ambientalista più radicata e capillare sul territorio nazionale e umbro.
Il modello Valnerina: i fiumi Nera e Corno
Uno degli esempi più luminosi del nostro impegno è la gestione degli ecosistemi fluviali. Dal 1993, Legambiente Umbria ha trasformato il Fiume Nera in un laboratorio di sostenibilità a cielo aperto.
Una storia di successi e innovazione
1993: nasce il progetto No Kill Fiume Nera, un’intuizione che ha rivoluzionato il rapporto tra pesca e ambiente;
1996 – 2014: gestione diretta degli ecosistemi dei fiumi Nera e Corno, diventando un modello di riferimento nazionale;
2007: lancio del “Progetto Benthos”. In collaborazione con l’Università di Perugia, abbiamo monitorato i macroinvertebrati per certificare scientificamente lo stato di salute dell’acqua;
2019 – Oggi: la Regione Umbria ha rinnovato la fiducia a Legambiente per la gestione e valorizzazione delle Zone a Regolamento Specifico (ZRS) e delle Zone di Protezione della Valnerina.
La sfida del futuro: conservazione e sviluppo
Oggi la nostra missione è dimostrare che la tutela della natura non è un freno, ma un volano per il territorio. Gestire i fiumi Nera e Corno significa per noi:
proteggere la biodiversità: tradurre le direttive europee in azioni concrete di salvaguardia;
valorizzare il territorio: creare un circolo virtuoso tra conservazione ambientale, cultura locale e attività ludico-sportive;
pesca No-Kill strategica: promuovere una pesca responsabile che non comprometta le risorse, garantendo un futuro al patrimonio ittico.
“La nostra sfida è far coesistere il rispetto per l’ecosistema con lo sviluppo economico e sociale della Valnerina.”

