Dove siamo

Acqua, boschi, borghi e storia

L’acqua, i boschi e i borghi, sono questi gli elementi che caratterizzano la Valnerina, un territorio di straordinaria bellezza, ricco di natura, di cultura e di tradizioni ancora profondamente presenti e radicate. La Valnerina può essere considerata la rappresentanza ecologica più ricca di biodiversità e di patrimonio naturalistico che pone l’Umbria in un piano di rilievo per quanto riguarda la salvaguardia delle risorse naturali.

Il fiume Nera, che sgorga dall’anfiteatro morenico di Vallinfante, nel territorio di Castelsantangelo, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ha modellato e trasformato questo territorio. Circa cento chilometri di acque impetuose, a cui si aggiungono quelle dei suoi maggiori affluenti, l’Ussita, il Corno, il Campiano, il Vigi, il Velino.

Negli anfratti della roccia calcarea, creati dalla sua lenta erosione, si insediarono tra il III e il V secolo evangelizzatori ed eremiti. La sommità dei rilievi è costellata invece da borghi, castelli e torri, quasi a strapiombo sulla stretta valle. Questa è la terra di  San Benedetto che percorse la sua valle per portare nel mondo la regola dell’ora et labora e ritornò con i suoi discepoli ad “uccidere il drago”, il fiume, bonificando le sue sponde e le anime dei suoi abitanti. Ed in questa valle transitarono i “poverelli di Assisi”, gli eserciti longobardi, saraceni e quelli dei papi, dei re e degli imperatori che per secoli depredarono queste terre, ambite zone di conquista.

Scrigno di biodiversità, risorsa per la sostenibilità dell’Umbria

Un territorio ed un fiume che nonostante lo sfruttamento idroelettrico che con il canale medio-Nera conduce parte delle risorse idriche direttamente al Lago di Piediluco, i prelievi per usi idropotabili e la pressione degli allevamenti ittici, riesce a  conservare gran parte della sua bellezza paesaggistica e una forte naturalità.

Lo dimostra sicuramente la presenza  di una ricca rete di aree destinate alla conservazione della biodiversità in base alla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche

Sicuramente il territorio della Valnerina rappresenta la scommessa più significativa per il futuro dello sviluppo sostenibile umbro, un contesto dove poter tradurre i principi generali delle normativa regionale, nazionale ed europea in un modello di gestione e di valorizzazione delle aree protette regionali che faccia coesistere in modo virtuoso la necessità di conservazione e tutela delle risorse ambientali, storiche e culturali, con la valorizzazione e lo sviluppo di attività economiche, sociali e ludico sportive.

In questo contesto territoriale, la gestione degli ecosistemi fluviali, concepita tenendo in considerazione tutto ciò che ricade in questo importante contenitore ecologico, diventa strategica per la definizione di modelli di gestione sostenibili e rispondenti alle prescrizioni definite dalla normativa comunitaria.

Il modello di gestione delle ZRS del fiume Nera rappresenta un esempio tangibile di come sia possibile coniugare conservazione, valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente naturale con attività turistiche e sportive capaci di produrre ricchezza, opportunità lavorative ed economiche per il territorio, tanto da meritare riconoscimenti nazionali ed internazionali.

 

 

Parco geologico della Valnerina
Parco Nazionale dei Monti Sibillini