La trota mediterranea

Specie ancora presente nei fiumi della Valnerina, tutelata dalla Direttiva Habitat in quanto “specie vulnerabile” in Europa e specie “in pericolo di estinzione” in Italia.

La distribuzione attuale della Trota mediterranea nel nostro Paese risulta notevolmente frammentata in seguito ad una serie di estinzioni locali verificatesi soprattutto a causa di ripopolamenti “pronto pesca” e immissioni di immissioni di novellame di provenienza eterogenea in quasi tutti i corsi d’acqua. Le conseguenze di tale inquinamento genetico delle popolazioni native dovuto a processi di introgressione con il genoma alieno ha causato la contrazione e in molti casi la scomparsa delle popolazioni naturali.

Una specie da tutelare

In Umbria la diffusione della specie (Salmo cettii Rafinesque) è massima nei bacini idrografici del Nera e del Chiascio. Il bacino del fiume Nera si caratterizza per la percentuale più elevata di presenze rispetto alle altre unità idrografiche umbre; ciò grazie alle caratteristiche qualitative delle acque in termini di basse temperature e concentrazione di ossigeno disciolto che lo rendono idoneo ad ospitare popolazioni di trota, anche con notevoli abbondanze.

Già a partire dall’inizio del secolo scorso l’uomo ha influito in maniera sostanziale sulla distribuzione della specie praticando immissioni di trote aliene Atlantiche (Salmo trutta L.) per soddisfare le esigenze della pesca sportiva. Tali immissioni, che si sono protratte per decenni, hanno profondamente alterato le caratteristiche genetiche delle trote native a causa di fenomeni di ibridazione introgressiva dovuti all’incrocio interfecondo tra le due specie.

Sulla base della caratterizzazione genetica condotta dall’Università Politecnica delle Marche su incarico della Regione Umbria, sono state individuate solo tre popolazioni di trota mediterranea caratterizzate da un elevato grado di integrità genetica, residenti nella parte più montana del bacino del Nera. Tutte le restanti popolazioni indagate sono risultate parzialmente introgresse con il genoma alieno della trota Atlantica. (dal REGISTRO REGIONALE DELLE RISORSE GENETICHE AUTOCTONE ANIMALI.

Il Centro Ittiogenico Regionale di Borgo Cerreto per la conservazione della Trota mediterranea

L’Umbria si è distinta in questi anni per l’impegno nel recupero e la conservazione delle popolazioni native di trota mediterranea in Valnerina, prima con l’esperienza del Centro Ittiogenico di Terria e poi successivamente con quello di Borgo Cerreto.

Attualmente la trota mediterranea viene allevata presso il Centro Ittiogenico Regionale di Borgo Cerreto (PG), dove è in atto un progetto di recupero della specie. A tale scopo, a partire dal 2016, è stato stipulato un accordo di collaborazione tra la Regione Umbria – Giunta Regionale, il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia e l’Università Politecnica delle Marche – Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, per la ricerca, selezione e produzione di trote mediterranee da ripopolamento.

L’impianto ospita un significativo stock di trote mediterranee prodotte a partire da riproduttori selvatici, catturati da corsi d’acqua del bacino del Nera e selezionati su base genetica secondo criteri rigorosi dal punto di vista scientifico. Tale stock sarà destinato alla produzione di novellame qualificato dal punto di vista genetico e quindi utilizzabile nei piani di recupero della specie.

 

I progetti  LIFE +  in Italia per la conservazione della Trota mediterranea

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